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Podstrony

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potesse godersi qualcosa, aveva tenuto ad accontentarla:
e i piccoli figli dalla faccia bianca come una rosa d inver-
no e gli occhi un po sporgenti e stupiti, solo Anastasia,
aiutata da quel commesso, avrebbe dovuto portarli
avanti. Ma su questo particolare non si fermò: come un
cavallo da tiro ha la sensazione che il suo carico cresce
di minuto in minuto, e le zampe gli si piegano, ma gli oc-
chi miti non riescono a guardare indietro, cosí lei non
vedeva da quale parte fluisse questa enorme e inutile vi-
ta su lei, e solo sapeva questo: che doveva portarla. Pen-
sò un momento come saranno diverse, a primavera, le
stanze di questa casa: qui Eduardo con Dora; nella ca-
mera delle sorelle, Anna col marito; lei, Anastasia, sa-
rebbe passata a dormire con la madre, mentre Petrillo si
sarebbe aggiustato un lettino nella stanza da pranzo.
Una volta, quando il padre viveva, questi mutamenti
nessuno li avrebbe previsti, non si pensava neppure che,
sposandosi, Eduardo e Anna sarebbero rimasti in casa.
Ricordò di colpo come le piaceva la sua stanza, quando
Letteratura italiana Einaudi 32
Anna Maria Ortese - Il mare non bagna Napoli
era piú giovane, e le chiacchiere interminabili con Anna,
da un letto all altro, le notti di estate, con la luna sui pie-
di, le risatine sommesse facendo questo o quel nome
d uomo. Inavvertitamente, ecco, quel brusío era cessato.
Mentre passava davanti alla scatola nera del telefono
interno, quello chiamò.  Pronto,  disse Anastasia.
 Qui ci sta la fidanzata di vostro fratello,  avvertí dal
basso la voce della portinaia.
La fidanzata ufficiale, in quella casa (perché della ra-
gazza di Petrillo ancora non si sapeva che tipo fosse), era
Dora Stassano. Perciò Anastasia disse subito:
 Dora Stassano, buon Natale a te e a tutta la fami-
glia.
 Chi è? Doruccia? Dille di salire,  gridò Eduardo
col pennello in mano, girando gli occhi spiritati.
 Dice Eduardo se vuoi salire,  riferí Anastasia. E
dopo un momento:  Sí, ti aspettava. Stiamo tutti a casa.
Anche Anna e Petrillo  . Lasciò il telefono:  Sta salen-
do,  disse rivolta verso la stanza di Eduardo.
In cucina, il fuoco era acceso in tutti e quattro i for-
nelli del focolare. Il carbone (il gas veniva adoperato so-
lo per il caffè) non era bastato, e la signora Finizio aveva
dovuto aggiungere della legna, che aveva riempito di un
fumo acre il locale. Un raggio di sole, entrando dalla fi-
nestra aperta, faceva ondeggiare lievemente quella mas-
sa di velo grigio, in cui brillavano milioni di puntolini
colorati. Con gli occhi rossi, mezzo chiusi tanto le bru-
ciavano, la signora Finizio, una donnetta vispa, tutt ossa,
coi capelli rossi e un volto amoroso e astuto, si muoveva
con agilità incredibile, dati i suoi cinquantotto anni, da
un fornello all altro. Vedendo Anastasia, gridò:
 Per favore, figlia mia, da un occhiata al brodo,
mentre io finisco d impastare.
Le sembrava, qualche volta, che Anastasia perdesse
tempo in cose futili, ma non osava protestare aperta-
mente, parendole che quella specie di sonno in cui la fi-
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Anna Maria Ortese - Il mare non bagna Napoli
glia era immersa, e che permetteva a tutti di vivere ed
espandersi tranquillamente, da un momento all altro,
per un inezia, si sarebbe potuto spezzare. Non aveva
nessuna simpatia per Anastasia (il suo amore era Anna),
ma ne apprezzava l energia e la docilità insieme, quello
spirito pratico unito a tanta rassegnata freddezza. Si stu-
piva sempre che la figlia fosse cosí rassegnata, ma certo
rientrava nei disegni di Dio.
Anastasia andò a prendere un grembiule appeso tra le
scope, dietro una porta, e se lo allacciò davanti. Ma in-
vece di accostarsi al focolare, andò a lavarsi le mani
all acquaio, e disse:
 Guardate voi al brodo, mammà, ché a impastare ci
penso io.
 Ti ringrazio, figlia mia,  disse la madre con un rapi-
do sorriso; e per un momento rimase a guardarla, men-
tre immergeva le mani grandi in quel laghetto di acqua e
farina, provando quel senso oscuro di compassione e di
festa, di rimorso e allegria, che sempre la prendeva os-
servando la perfetta, inalterabile bruttezza di Anastasia,
quei lineamenti rigidi e privi di qualsiasi espressione, co-
me quelli di una forchetta. Andava comparando silen-
ziosamente quella bruttezza col ricordo che aveva di sé
ragazza, e con l immagine stessa, cosí luminosa nella sua
debolezza, di Anna, e sorrideva senza saperlo.
 Tua sorella niente vuol fare,  disse forte.
 Anna è giovane, mammà,  rispose Anastasia senza
levare il capo, quasi avvertisse quello sguardo.  Poi,
non sta mai troppo bene. [ Pobierz całość w formacie PDF ]

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